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·7 min di lettura·Antonella PerroneAntonella Perrone·COO

Dal requisito alla scoperta: perché le aziende devono ripensare il modo in cui sviluppano tecnologia

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Per anni lo sviluppo software è iniziato con un documento di requisiti che dettagliava che cosa un team tecnico dovesse costruire. Tuttavia, in un contesto in cui l'Intelligenza Artificiale accelera i tempi di sviluppo e l'innovazione avviene a un ritmo senza precedenti, quell'approccio inizia a mostrare i suoi limiti. Oggi la vera sfida non è eseguire un elenco di funzionalità, ma comprendere con precisione il problema che si vuole risolvere.

Per decenni il processo di sviluppo software è stato relativamente prevedibile. Un'organizzazione individuava un bisogno, definiva una soluzione, redigeva un documento con requisiti funzionali e tecnici e lo consegnava a un team di sviluppo perché lo trasformasse in un prodotto.

Quel modello ha permesso di costruire migliaia di soluzioni digitali e ha accompagnato buona parte della trasformazione tecnologica delle aziende.

Il contesto attuale, però, presenta uno scenario completamente diverso.

La comparsa di strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale ha ridotto considerevolmente i tempi necessari per sviluppare prototipi, automatizzare processi e costruire applicazioni. Ciò che prima richiedeva mesi di lavoro oggi può risolversi in settimane o persino in giorni.

Ma questa velocità ha anche messo a nudo una realtà che molte organizzazioni sperimentano da tempo: sviluppare in fretta non garantisce di sviluppare la cosa giusta.

È sempre più evidente che il successo di un progetto dipende meno dalla capacità di eseguire requisiti e molto di più dalla capacità di scoprire quali sono i veri bisogni del business.

Quando la soluzione arriva prima del problema

Capita spesso che le aziende arrivino a un primo incontro con un'idea molto precisa di ciò che vogliono costruire.

Alcune vogliono implementare l'Intelligenza Artificiale perché osservano che altre organizzazioni lo stanno già facendo. Altre valutano di adottare la Blockchain, automatizzare un processo o sviluppare una nuova piattaforma digitale.

Dietro a queste iniziative, però, di solito c'è una domanda a cui non è ancora stata data risposta.

Quale problema specifico stiamo cercando di risolvere?

Può sembrare una differenza marginale, ma è una delle principali cause di fallimento nei progetti tecnologici.

Quando un'organizzazione parte da una soluzione preconfezionata, rischia di limitare l'esplorazione di alternative che potrebbero generare molto più valore.

Non tutte le sfide richiedono una nuova piattaforma.

Non tutte hanno bisogno dell'Intelligenza Artificiale.

E non tutte giustificano un'architettura complessa.

Molte volte l'impatto maggiore deriva dal ridisegnare un processo, integrare sistemi esistenti o migliorare la qualità dei dati disponibili per le decisioni.

Per questo, prima di definire una tecnologia, è necessario comprendere il contesto completo del business.

Il Product Discovery come vantaggio strategico

Negli ultimi anni le metodologie di Product Discovery hanno iniziato a occupare un posto centrale nello sviluppo di prodotti digitali.

Il loro obiettivo non è progettare interfacce né scrivere specifiche tecniche.

Il loro scopo è ridurre l'incertezza.

Questa fase punta a capire come lavorano gli utenti, quali sono i processi coinvolti, dove si presentano i principali attriti e quale impatto generano sul business.

Invece di chiedersi soltanto «che cosa vuole il cliente?», il focus si sposta verso domande molto più rilevanti:

  • Qual è il vero problema?
  • Chi ne è coinvolto?
  • Quali evidenze dimostrano che questo problema merita di essere risolto?
  • Quali alternative esistono?
  • Come misureremo il successo della soluzione?

Rispondere a queste domande prima di iniziare lo sviluppo consente di ridurre i rischi, ottimizzare gli investimenti e costruire prodotti con maggiori probabilità di adozione.

Più che una metodologia, il Product Discovery rappresenta un cambio di mentalità: passare dallo sviluppare funzionalità al risolvere problemi.

L'Intelligenza Artificiale accelera la scoperta, non solo lo sviluppo

Quando si parla di IA applicata al software, gran parte della conversazione ruota attorno alla generazione automatica di codice o all'automazione di compiti tecnici.

Tuttavia, uno dei suoi contributi maggiori avviene molto prima di quella fase.

L'Intelligenza Artificiale può diventare uno strumento potente per accelerare la ricerca e l'analisi che precedono lo sviluppo.

Oggi è possibile sintetizzare grandi volumi di documentazione, individuare pattern di comportamento, analizzare processi, generare scenari alternativi, costruire mappe degli attori, elaborare prototipi concettuali e persino valutare diverse ipotesi prima di prendere una decisione.

Questo non sostituisce il lavoro degli specialisti di prodotto, business o tecnologia.

Lo potenzia.

L'IA permette di esplorare più alternative in meno tempo, ma resta indispensabile disporre di team capaci di interpretare quelle informazioni e trasformarle in decisioni strategiche.

La tecnologia accelera il processo.

Il criterio resta umano.

La tecnologia come conseguenza, non come punto di partenza

In un ecosistema in cui emergono costantemente nuovi strumenti, esiste la tentazione naturale di iniziare qualsiasi iniziativa chiedendosi quale tecnologia utilizzare.

Ma le organizzazioni che ottengono i risultati migliori tendono a percorrere la strada inversa.

  • Prima comprendono il problema.
  • Poi analizzano l'impatto atteso.
  • Quindi valutano diverse alternative.
  • E solo allora scelgono la tecnologia più adeguata.

Questo approccio è particolarmente rilevante nei progetti ad alta complessità, dove possono intervenire discipline come l'Intelligenza Artificiale, la Blockchain, l'identità digitale, la cybersecurity o l'analisi avanzata dei dati.

Ognuna di queste tecnologie risolve sfide diverse.

Sceglierle correttamente dipende molto più dalla comprensione del business che dalla conoscenza tecnica isolata.

In Xcapit questa logica fa parte del metodo di lavoro.

Ogni progetto inizia con una fase di analisi a cui partecipano profili specializzati in prodotto, architettura e business, per comprendere il contesto completo prima di progettare una soluzione.

Lungi dall'applicare una ricetta unica, l'obiettivo è costruire l'architettura che meglio risponde alle esigenze specifiche di ogni organizzazione, considerando aspetti come scalabilità, sicurezza, interoperabilità e sostenibilità a lungo termine.

Innovare significa anche porre domande migliori

In molte organizzazioni l'innovazione viene associata all'adozione di nuove tecnologie.

Tuttavia, i progetti di maggior successo raramente iniziano con uno strumento.

Iniziano con una domanda.

  • Come migliorare l'esperienza degli utenti?
  • Come ridurre i tempi operativi?
  • Come proteggere le informazioni sensibili?
  • Come generare maggiore trasparenza?
  • Come ottimizzare il processo decisionale?

Quando queste domande sono chiare, la tecnologia trova naturalmente il proprio posto all'interno della strategia.

Quando non lo sono, persino gli strumenti più avanzati possono finire per risolvere il problema sbagliato.

L'Intelligenza Artificiale sta accelerando la trasformazione digitale di praticamente tutti i settori.

Ma il suo impatto maggiore non risiede soltanto nello scrivere codice più velocemente.

Risiede nell'offrire nuovi modi di comprendere i business, esplorare alternative e validare decisioni prima di impegnare risorse significative.

Il futuro appartiene alle organizzazioni che imparano prima di costruire

La velocità ha smesso di essere la sfida principale dello sviluppo software.

Oggi il vero elemento differenziante è la capacità di ridurre l'incertezza.

Le organizzazioni che riusciranno a combinare conoscenza del business, metodologie di discovery e tecnologie come l'Intelligenza Artificiale saranno meglio preparate a progettare soluzioni che rispondano a bisogni reali ed evolvano insieme ai loro utenti.

Perché sviluppare software non è mai consistito soltanto nel costruire applicazioni.

Si è sempre trattato di risolvere problemi.

E in un contesto in cui gli strumenti permettono di sviluppare più velocemente che mai, imparare prima di costruire diventa la decisione più strategica di tutte.

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Antonella Perrone

Antonella Perrone

COO

In precedenza presso Deloitte, con formazione in finanza aziendale e business globale. Leader nell'utilizzo della blockchain per il bene sociale, relatrice di spicco a UNGA78, SXSW 2024 e Republic.

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