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·6 min di lettura·Fernando BoieroFernando Boiero·CTO & Co-Fondatore

Conformità normativa nella cybersecurity: ha senso fare un audit per ogni norma?

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La maggior parte delle aziende deve rispettare più di una norma di sicurezza. Tra ISO 27001, NIS2, il GDPR e i framework richiesti da ogni settore o da ogni cliente, lo stesso team finisce per sottoporre ad audit la stessa infrastruttura più volte all'anno, con processi che cambiano appena da una norma all'altra. La domanda da porsi è quanto di quel lavoro si stia ripetendo, al di là di quante norme vadano rispettate.

Il costo reale di un audit per ogni norma

Ogni framework normativo chiede, in sostanza, evidenze sulle stesse aree: quali controlli di accesso esistono, come vengono gestite le vulnerabilità, cosa succede in caso di incidente. La differenza tra l'uno e l'altro sta di solito nel formato del report e in alcuni requisiti specifici, più che nella base del lavoro tecnico.

Il risultato è prevedibile: team di sicurezza, spesso piccoli, finiscono per dedicare settimane a documentare processi che già conoscono, invece di investire quel tempo nel migliorare la sicurezza reale dell'organizzazione. Più l'azienda cresce, più norme si aggiungono —per settore, per paese, per cliente— e più si allarga il divario tra il tempo disponibile e il lavoro amministrativo che la conformità richiede.

Cosa cambia con una scansione automatizzata?

Una scansione di sicurezza automatizzata può essere eseguita una sola volta sull'infrastruttura aziendale e mappare il risultato su più framework normativi contemporaneamente. In pratica, significa un unico processo tecnico che viene poi tradotto nei formati richiesti da ciascuna norma, invece di ripetere la scansione per ognuna.

Questo mette ordine nella parte ripetitiva del processo, in modo che il giudizio di un team di sicurezza e il lavoro di un auditor esterno vengano applicati dove apportano davvero valore, invece di perdersi in attività amministrative.

Cosa valutare prima di adottare uno strumento di scansione?

Gli strumenti di scansione variano per i framework che coprono e per quanto il loro output sia pronto per l'audit. Prima di aggiungerne uno al tuo processo, conviene verificare su quali norme specifiche mappa i risultati, in che lingua consegna il report e se permette di eseguire la scansione con la frequenza richiesta dalla tua politica di sicurezza interna.

xNinja, di Xcapit, è pensato esattamente per questo scenario: una scansione di sicurezza automatizzata che organizza il risultato per cinque norme diverse contemporaneamente, evitando di ripetere il processo per ciascuna, con un report pronto da mostrare a un auditor.

Oggi il tuo team verifica sicurezza e conformità normativa separatamente, norma per norma? Individuare dove quei processi si sovrappongono è il primo passo prima di automatizzare qualsiasi parte del lavoro.

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Fernando Boiero

Fernando Boiero

CTO & Co-Fondatore

Oltre 20 anni nell'industria tecnologica. Fondatore e direttore di Blockchain Lab, professore universitario e PMP certificato. Esperto e thought leader in cybersecurity, blockchain e intelligenza artificiale.

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